Cenni architettonici

architettura razionalista ed illuminista

Il "Regio Convitto per vedove nobili" nasce per volontà dalla Principessa Maria Felicita di Savoia in una posizione davvero incantevole: la villa e il complesso, infatti, venne eretto sulla bassa collina di Val Salice, nelle immediate vicinanze della Città.


L’edificio si presenta come pregevole fabbricato di aspetto tardo barocco. Progettato a partire dal settembre 1786 da Ignazio Amedeo Galletti, architetto alla corte di Re Vittorio Amedeo ed allievo di Bernardo Vittone, è studiato per ospitare ed assistere Signore anziane appartenenti alle fasce sociali vicine alla Casa Reale.

 

L’impianto architettonico di ispirazione tardo barocca già preannuncia tendenze neoclassiche di stampo illuminista. Scompaiono i capricci decorativi e le fantasiose irrazionalità del Barocco piemontese a favore di una più nobile compostezza di linee, di una più chiara definizione plastica dei volumi. Gli schemi tipologici e distributivi si semplificano in percorsi lineari.

 

Le fasi costruttive si protrassero fino alla metà del secolo XIX, con il completamento delle parti ad est, in ottemperanza agli schemi distributivi già indicati nel progetto del Galletti. Nella sua completezza il fabbricato si presenta con un lungo corpo di fabbrica centrale e due ali perpendicolari ad esso, in modo tale da realizzare la caratteristica pianta a “C”, di quattro piani fuori terra.

 

Lo spazio interno alla “C” è formato da un ampio cortile a giardino, ed è perimetrato per tutta la sua estensione da uno splendido porticato continuo con archi a tutto sesto e volte a vela. Identico lo schema strutturale che caratterizza gli interni. Lunghi corridoi su cui affacciano i locali destinati agli ospiti e gli ambienti di vita comune ripropongono schemi tipologici e distributivi già di stampo razionalista e neoclassico, riproponendo per forme e dimensioni, la sobria eleganza dei grossi contenitori a carattere sociale e assistenziale dell’ architettura razionalista ed illuminista d’oltralpe.

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