L'accoglienza nel Convitto Principessa Felicita di Savoia a Torino

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Accoglienza


Nel Convitto Principessa Felicita di Savoia, l’attenzione alla persona guida ogni fase del percorso residenziale: dall’informazione preliminare alla valutazione dei bisogni, fino all’inserimento e al monitoraggio continuo. Fin dai primi contatti, l’accoglienza nel Convitto di Torino si fonda su ascolto, chiarezza e tutela della dignità dell’ospite, con procedure strutturate e tempi trasparenti. La struttura è dedicata ad anziani autosufficienti e non autosufficienti e prevede l’accesso sia in forma privata sia tramite accreditamento ASL, offrendo soluzioni organizzative coerenti con le necessità assistenziali, relazionali e ambientali. Gli utenti e i familiari possono contare su un’équipe multidisciplinare che illustra le opzioni disponibili, supporta la raccolta documentale e definisce, anche con il loro contributo, un Piano di Assistenza Individuale (PAI).

L’ambiente residenziale, privo di barriere architettoniche, comprende camere singole e doppie con servizi dedicati, spazi comuni per attività sociali e riabilitative, aree esterne fruibili e un servizio di accoglienza che facilita le pratiche di ingresso e gli eventuali aggiornamenti durante la permanenza. In questo quadro, l’accoglienza nel Convitto di Torino non è un momento isolato ma un processo continuo, orientato alla qualità della vita e alla sicurezza.

Accesso in forma privata e accreditamento ASL


Accesso in forma privata

L’accoglienza in forma privata si attiva quando l’ospite e la famiglia scelgono di rivolgersi direttamente alla struttura. Dopo un colloquio informativo e la valutazione dei bisogni, viene definito il progetto residenziale più appropriato, con tariffa a carico dell’utente. Questa modalità consente, in genere, una maggiore flessibilità sui tempi di ingresso e sulla scelta della soluzione abitativa, nel rispetto dei posti disponibili e dei profili assistenziali compatibili.

Accreditamento ASL

L’accoglienza con accreditamento ASL prevede la presa in carico da parte dell’Unità di Valutazione Geriatrica (UVG) e l’inserimento in struttura su chiamata della stessa UVG, al termine dell’iter previsto. In tale caso, l’ASL contribuisce tramite la quota sanitaria, mentre la quota socio-assistenziale resta a carico dell’utente secondo la disciplina vigente. L’équipe del Convitto collabora con i servizi pubblici per agevolare un passaggio ordinato e informato, assicurando continuità assistenziale e tracciabilità delle decisioni.

In entrambe le modalità, l’ospite viene inserito in un contesto organizzativo che garantisce assistenza alla persona e infermieristica, attività di riabilitazione e terapia occupazionale, supporto psicologico, igiene e ristorazione interne, oltre a momenti di socialità e interventi di prevenzione, con verifica periodica degli obiettivi del PAI. Anche in questo passaggio, la struttura tutela le scelte individuali, la riservatezza dei dati e la partecipazione dei familiari, affinché l’accoglienza nel Convitto di Torino mantenga un profilo umano e professionale coerente con i bisogni reali.

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Requisiti di difficoltà economica


In presenza di documentabili situazioni di difficoltà economica, i Servizi Sociali Territoriali possono valutare forme di sostegno riferite alla quota socio-assistenziale, secondo requisiti e procedure stabiliti dagli enti competenti. È consigliabile contattare gli uffici pubblici per informazioni aggiornate su criteri di accesso, eventuali graduatorie, tempi e documentazione necessaria. Il Segretariato Sociale del Convitto è a disposizione per fornire indicazioni pratiche sull’iter e, se utile, per programmare un appuntamento di approfondimento senza impegno.

Questa cornice garantisce che l’accoglienza nel Convitto di Torino sia accessibile e misurata alle possibilità della persona e del nucleo familiare, promuovendo equità, trasparenza e continuità nell’erogazione dei servizi. In ogni fase, la struttura adotta protocolli che favoriscono la semplificazione amministrativa, la leggibilità dei costi e la chiarezza contrattuale, così da rendere comprensibili le responsabilità di ciascun attore coinvolto.

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Informazioni e personalizzazione del percorso

Per chi valuta l’ingresso, sono previsti colloqui informativi e visite in struttura su appuntamento, utili a conoscere ambienti, routine quotidiane e attività. L’équipe illustra gli standard organizzativi, le misure di sicurezza e gli strumenti di comunicazione con i familiari. Quando necessario, prima dell’inserimento si definiscono obiettivi misurabili (es. mantenimento dell’autonomia, prevenzione del rischio di caduta, stimolazione cognitiva), con verifiche programmate e possibilità di adeguare il PAI in base all’evoluzione dei bisogni. Questo approccio garantisce che l’accoglienza nel Convitto di Torino si traduca in un’esperienza sostenibile, rispettosa e monitorata nel tempo.

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FAQ

  • Come avviene la prima valutazione per l’accoglienza?

    Si effettua un colloquio informativo, quindi una valutazione dei bisogni assistenziali; se idoneo, si definisce il percorso di inserimento e il relativo PAI.

  • Qual è la differenza tra accesso privato e accreditamento ASL?

    Nel privato la tariffa è a carico dell’utente; con l’accreditamento ASL, l’UVG attiva l’inserimento e l’ASL copre la quota sanitaria, mentre la quota socio-assistenziale resta a carico dell’utente.

  • Sono previste agevolazioni economiche?

    In presenza di difficoltà economica, i Servizi Sociali Territoriali possono contribuire alla quota socio-assistenziale secondo requisiti e procedure vigenti.

  • È possibile visitare la struttura prima dell’ingresso?

    Sì, sono previsti appuntamenti per visite e colloqui informativi, utili a conoscere ambienti, routine e servizi.

  • Il PAI può essere modificato nel tempo?

    Sì, il PAI viene verificato periodicamente e aggiornato in base all’evoluzione dei bisogni clinici e sociali dell’ospite.