L’impianto architettonico della casa di riposo di Torino
Un impianto tra identità storica e funzione assistenziale
L’impianto architettonico della casa di riposo per anziani di Torino del Convitto Principessa Felicita di Savoia nasce dall’incontro tra valore storico e requisiti funzionali contemporanei. La residenza, organizzata per garantire sicurezza, comfort e accessibilità, conserva una forte impronta stilistica che dialoga con le esigenze dell’accoglienza di persone anziane, autosufficienti e non. L’assetto distributivo, la scelta dei materiali e la calibrata relazione tra ambienti interni ed esterni rendono leggibile un linguaggio architettonico che privilegia ordine, proporzione e luminosità, integrando percorsi chiari, spazi comunitari e nuclei abitativi organizzati. In questo quadro, l’imposta storica dell’edificio valorizza la qualità della vita quotidiana, mentre gli adeguamenti tecnici assicurano conformità normativa e fruibilità.
L’impianto architettonico, tra barocco e neoclassico
L’edificio presenta tratti
tardo barocchi che anticipano una compostezza
neoclassica di matrice illuminista: scompaiono gli eccessi decorativi a favore di
volumi puliti e
linee ordinate. La configurazione planimetrica a
“C” è determinata da un lungo corpo centrale e da due ali perpendicolari, con
quattro piani fuori terra che affacciano su un
ampio cortile-giardino interno. Il perimetro del cortile è segnato da un
porticato continuo con archi a tutto sesto e
volte a vela, motivo ripreso anche negli interni, dove i
lunghi corridoi danno ritmo alla distribuzione e sostengono la leggibilità dei percorsi.
La scelta delle proporzioni e dei diaframmi visivi favorisce
orientamento e
sicurezza, elementi chiave per una residenza sociosanitaria: l’impegno compositivo non è fine a sé stesso, ma diventa strumento per migliorare l’esperienza dell’ospite e la qualità dell’assistenza.
Tipologia degli spazi: camere, saloni e corti
Intorno al perimetro del portico si articolano
spazi comuni—saloni di rappresentanza e sale polifunzionali—che accolgono
animazione, terapia occupazionale e momenti conviviali. I corridoi, luminosi e regolari, garantiscono
continuità visiva e riducono barriere percettive. Le
camere, singole o doppie, sono dimensionate per integrare agevolmente
mobilità assistita e
presidi sanitari, con servizi igienici dedicati.
La corte interna, vero
vuoto generatore, connette natura e architettura: il verde filtra la luce, mitiga i microclimi e offre
piani di sosta protetti. Questo rapporto tra interno ed esterno è parte integrante dell’impostazione compositiva, perché favorisce
benessere ambientale, socialità e riconoscibilità dei luoghi.
Restauri, ristrutturazioni e innovazioni
La storia recente dell’edificio include interventi di
restauro e ristrutturazione che hanno salvaguardato l’identità storica introducendo soluzioni compatibili con la destinazione d’uso. Di particolare interesse l’inserimento dei
bagni privati in ogni camera—un capitolo progettuale che ha valorizzato la preesistenza senza alterarne la muratura portante—e gli
aggiornamenti successivi per l’adeguamento delle dotazioni impiantistiche, la
prevenzione incendi e l’efficientamento energetico dove compatibile con i vincoli di tutela.
L’impianto architettonico della casa di riposo di Torino si è quindi evoluto in senso
reversibile e misurato, con materiali e tecniche rispettose della fabbrica storica, assicurando
durabilità e
manutenibilità.
Accessibilità e sicurezza: forma che segue la cura
Il linguaggio sobrio dei fronti e la chiarezza distributiva si coniugano con percorsi
privi di barriere,
ascensori dimensionati per barelle e carrozzine,
rampe con pendenze controllate e
maniglioni integrati. La segnaletica informativa, discreta ma leggibile, sostiene l’orientamento spaziale; i
pavimenti antisdrucciolo, le
soglie ribassate e l’illuminazione indiretta riducono i rischi di inciampo e abbagliamento.
L’attenzione alla
sicurezza—dalla compartimentazione al controllo degli accessi, fino ai percorsi di esodo chiaramente identificati—è parte del progetto: qui la forma architettonica non è cornice, ma
dispositivo di cura.
Materiali, luce e comfort ambientale
La palette materica privilegia intonaci minerali, pietra e legno, in equilibrio tra invarianti storiche e necessità di igiene e sanificazione. La luce naturale, modulata da archi e profondità di soglia, costruisce ambienti confortevoli, mentre la luce artificiale predilige temperature cromatiche calde e abbagliamento contenuto. La ventilazione e il controllo termico sono calibrati per ridurre stress microclimatico, favorendo benessere percepito e qualità del sonno.
Un patrimonio riconosciuto e vissuto
L’edificio è considerato bene di pregio storico-artistico e paesaggistico, e la sua gestione punta a conservare valore e incrementare fruibilità. L’impatto sociale dell’architettura emerge nella quotidianità: il rigore compositivo facilita pratiche assistenziali, la qualità spaziale sostiene relazioni significative e la memoria dei luoghi rafforza l’identità comunitaria. Così, l’impianto architettonico della casa di riposo di Torino diventa una risorsa attiva per il progetto di vita degli ospiti.
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FAQ
Qual è la conformazione planimetrica dell’edificio?
La residenza ha pianta a “C” con quattro piani fuori terra e un cortile-giardino interno porticato.
Che relazione c’è tra stile e funzione assistenziale?
Il registro tardo barocco-neoclassico garantisce ordine e leggibilità, utili a sicurezza e orientamento degli ospiti.
Le camere dispongono di servizi privati?
Sì, ogni camera integra un bagno dedicato, rinnovato in chiave accessibile e igienicamente performante.
Come è garantita l’accessibilità?
Percorsi senza barriere, ascensori idonei, rampe e segnaletica leggibile assicurano fruizione sicura degli spazi.
Il cortile interno ha funzione terapeutica?
Il verde e le aree di sosta favoriscono benessere microclimatico, socialità e attività all’aperto in sicurezza.







